RECENSIONE SU ROXXZONE.COM

DESMA – “Identità Anonime”

Atomic Stuff Records/Andromeda
2014

di Marcello Spera, 10/12/2014

Sono sempre felice di recensire album di artisti nostrani, che raramente deludono le aspettative. È questo il caso dei Desma, band bresciana che si propone al pubblico con il suo primo full length, Identità Anonime, sotto la label Atomic Stuff Records.
Come affermano i musicisti, la band è stata influenzata da tutto quello che è il rock che ha fatto la storia, sia italiano che non, anche se non posso fare a meno di notare anche qualche influenza più prog, stile PFM, per quanto riguarda la componente armonica dei brani.
Il disco si apre con “Visione Liquida”, un brano molto granitico incentrato sul groove, ma che nel ritornello sfocia in un’ottima soluzione melodica. Le tastiere diEmanuele Torri forniscono dei suoni elettronici che forse pestano un po’ i piedi al resto.
Con “Ombre” la band ci propone un altro pezzo molto diretto, dove da apprezzare sono le parti di batteria di Maurizio Torri. Con la terza traccia, “Indifferente”, i Desma ci propongono una ballata di gran pregio, con una progressione armonica molto godibile nelle strofe ed un ritornello senz’altro accattivante nella sua semplicità. Peccato per l’effetto megafono/radio sulla voce diAlberto Gobbi, che se può dare quel pizzico di grinta in più nei brani più energici, in questo caso stona parecchio.
Si torna a qualcosa di più immediato con la successiva “Falsi Dei”, canzone dal riffing semplice ma godibile.
“Illusione” è uno dei miei pezzi preferiti del disco: nelle strofe la chitarra, suonata da Diego Gualtieri, si intreccia perfettamente con la voce, e nei ritornelli la batteria e le tastiere sostengono il ritornello con veemenza.
Il flusso di energia non si interrompe con “Vedova Nera”, pezzo dai riff coinvolgenti che sfocia in un finale esplosivo.
“Nuova Alba” ci regala atmosfere sognanti, coronate da un ottimo arrangiamento di tastiera. Peccato, purtroppo, per gli effetti sulla voce, ancora una volta troppo invadenti per il tipo di brano.
Il basso di Simone Pedrali, che fino ad ora ha svolto un ottimo lavoro sostenendo con fermezza la sezione ritmica, apre la nona traccia, “Inganno Dell’Orgoglio”. Il pezzo risulta essere godibile in tutte le sue parti, con un pregevole assolo di chitarra nel finale.
Il disco si conclude con “Pochi Minuti”, che mischia un granitico hard rock con delle linee vocali molto melodiche. Ci avrei visto bene qualche seconda voce in più.
Per tirare le somme Identità Anonime è un disco molto interessante, che mette in mostra appieno le capacità compositive del quintetto. Forse qualche soluzione in fase di mix sarebbe da rivedere, ma il lavoro rimane comunque di alto livello e sicuramente un must per gli amanti del rock targato Italia.
VALUTAZIONE: 7,5/10
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